Tassi interesse prestiti

Il prestito personale, generalmente, prevede  tassi di interesse fissi espressi dal Tan e dal Taeg , quest’ultimo é un valido indicatore per confrontare più finanziamenti a parità di importo e durata. Quindi se si vogliono confrontare due o più i prestiti é più utile confrontare i Taeg piuttosto che i Tan (tasso annuale nominale) per scegliere il prestito più conveniente.
Anche la cessione del quinto  prevede  tassi di interesse fissi espressi dal Tan e dal Taeg, così come anche i prestiti finalizzati  e il prestito garantito

Come calcolare i tassi di interesse

Il metodo per calcolare il Taeg é stabilito dalla legge ed é rappresentato da una formula.
Il Taeg risulta dal confronto tra la somma netta effettiva ottenuta in prestito e l’esborso in denaro complessivo dovuto per la restituzione.
La somma netta é ciò che resta del prestito dopo aver sottratto gli oneri accessori, le spese di istruttoria,  eventuali assicurazioni ecc.
L’esborso dovuto per la restituzione é rappresentato dalla rata mensile costante di rimborso comprensiva degli interessi, maggiorata delle eventuali spese di incasso.

altri tassi di interesse

Esistono anche altri tipi di tassi di interesse, come il tasso d’ingresso o il tasso a regime.
Il tasso d’ingresso é un tasso di ridotta entità che é previsto per la fase iniziale di un prestito.
Il tasso a regime é quello effettivamente pagato che tiene conto del parametro di indicizzazione (Euribor) e dello Spread ed entra in vigore allo scadere del periodo di validità del tasso di ingresso.

Esiste inoltre il tasso bilanciato, tipico del mutuo, che combina tassi fissi e tassi variabili, a seconda delle esigenze del mutuatario. La caratteristica é che il tasso viene bilanciato all’interno di ogni singola rata (ad esempio il 30% della rata a tasso fisso ed il restante 70% a tasso variabile), a differenza del tasso misto in cui i due tassi sono ripartiti tra due diversi periodi temporali.
Per il mutuo abbiamo anche il capped rate, ovvero un tasso variabile, che prevede un tetto massimo oltre il quale il tasso di interesse non può andare, ciò ha lo scopo di tutelare il mutuatario da oscillazioni verso l’alto dei tassi di interesse.

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